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Ideerranti
La Corte dei Poeti Mantova Poesia

La riparazione della poesia

Dall'omonimo titolo del libro di Seamus Heaney (Fazi Editore, 1999).

Cosa accade quando la poesia entra negli istituti di pena. Tavola Rotonda moderata da Roberto Monteforte, giornalista.

L'incontro

Le associazioni La Corte dei Poeti di Mantova e Ideerranti di Firenze organizzano un convegno che si propone di approfondire gli effetti dell'attività dei laboratori di lettura e scrittura creativa (ormai presenti in numerosi luoghi di detenzione) sulle persone private della libertà personale che vi partecipano e sulle organizzazioni al cui interno essi si svolgono: penitenziari, case di reclusione, carceri, case circondariali (qualunque sia la denominazione, essa richiama l'idea di un luogo da cui il benessere deve essere bandito, è fuori luogo, pertanto, chi vi soggiorna deve scontare il male commesso con altro male: la pena, la penitenza, la reclusione), oltre che sui soggetti che propongono e coordinano tali attività.

Cosa succede quando si introduce in questi luoghi un dispositivo con obiettivi orientati alla maturazione di una interiorità inviolabile della persona e alla sua maturazione sociale in piena condivisione con il dettato costituzionale?

Nonostante la moltiplicazione di laboratori di scrittura nei luoghi di reclusione, talvolta parte integrante dei percorsi ufficiali di formazione, che spesso hanno esiti letterari felici (premi vinti, libri pubblicati, riconoscimenti per gli autori, visibilità delle iniziative), non risulta ancora completata una ricerca organica, scientifica, sui risultati di tali iniziative.

Le analisi muovono quasi sempre da considerazioni empiriche e relative al breve periodo: chi vi partecipa mostra di stare bene, di modificare alcune modalità di risposta alle tensioni della vita carceraria, di attivare uno spazio di riflessione in grado di contenere ed elaborare le reazioni istintive…

Ma poi? Nel lungo periodo? Tra un laboratorio e l'altro? Cosa registrano gli operatori degli istituti di pena? Si modifica qualcosa anche per loro? Cosa cambia anche per chi arriva da fuori a proporre tali attività?

Si interrogano insieme, in questa Tavola rotonda, i protagonisti di alcune attività laboratoriali nelle strutture detentive, consapevoli di rappresentare solo una parte delle esperienze presenti sul territorio nazionale. Racconteranno di come le attività di lettura e scrittura sono state capaci di tenere viva la speranza di vedere oltre il muro, di desiderare, di progettare, di sognare, di ripensarsi. Racconteranno cosa accade o cosa è accaduto nei contesti dove operano, quando la pratica della scrittura vi è entrata in vari modi, più o meno casuali, più o meno strutturati o liberi.

Quale validità scientifica vi si può riscontrare? Come questa pratica può trovare spazi riconosciuti? Come può essere accolta in un percorso strutturato di recupero sociale della persona detenuta?

L'incontro non riuscirà ad esaurire i temi elencati, seppure i relatori rappresentino — almeno geograficamente — significative realtà tra loro diverse.

L'auspicio è che si possa aprire una breccia su un terreno caratterizzato da dinamiche di chiusura, ma che paradossalmente trova beneficio nell'uso di un linguaggio simbolico come quello poetico; che si possano incentivare iniziative di ricerca per confrontare i risultati su una più vasta scala; per scoprire come si trasmette la portata degli effetti da un soggetto a un altro, da una istituzione a un'altra, come si consolida e quale utilità sociale può essere riconosciuta alla pratica della scrittura, in particolare quella poetica, se davvero può esercitare una funzione di riparazione secondo il concetto richiamato dal titolo dell'iniziativa, mutuato da un poeta.

A cosa serve la poesia (intesa non soltanto come forma classica di espressione) è una delle prime domande che sorgono quando la si comincia ad «abitare». Che essa non serva a niente è la prima scoperta, cui si affianca la certezza che è «assolutamente necessaria». Ma come ogni cosa che non serve, contribuisce pienamente all'accadere.

Scaletta

Relatori

Insegna italianistica al Trinity College di Dublino, autrice di testi di critica letteraria e biografie. Organizza eventi culturali con l'Associazione Piazza del Mondo di Rovereto.

Psichiatra, dirigente medico responsabile della Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza di Caltagirone. Promuove l'approccio dialogico come modello di cura che pone il dialogo e le relazioni al centro del trattamento, anche in ambito psichiatrico e di sicurezza.

Formatrice, poetessa, ideatrice della prima esperienza di scrittura creativa in un carcere: il Laboratorio di lettura e scrittura della Casa di reclusione di Milano-Opera.

Poeta, giornalista e attivista, crede nella diffusione della poesia come strumento di resistenza e lotta non violenta. Impegnato nel laboratorio di lettura e scrittura di Opera, dove cura i testi e le loro pubblicazioni, nonché la redazione del Calendario poetico con l'editore La vita felice.

Dirigente medico della Medicina penitenziaria nelle strutture di Mantova e Opera, sostenitrice della funzione terapeutica della scrittura, e della poesia in particolare.

Giornalista professionista, vaticanista e scrittore, da anni volontario alla Casa di reclusione di Rebibbia dove, insieme alle persone detenute, cura il notiziario «Non tutti sanno» per riflettere e far conoscere la realtà del carcere.

Presidente dell'associazione La Corte dei Poeti di Mantova e referente per i laboratori di scrittura nel carcere di Mantova. Coopera nell'organizzazione del Festival Mantova Poesia e del Premio Terra di Virgilio.

Fondatrice dell'associazione La Corte dei Poeti e del Premio Terra di Virgilio, collegato al Festival Mantova Poesia; con un passato di attrice e insegnante, è attiva nella promozione della poesia in diversi contesti sociali e coordina il laboratorio di scrittura all'interno della R.E.M.S. di Castiglione delle Stiviere.

Religiosa della Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, ha insegnato lettere ed è volontaria nel penitenziario romano di Rebibbia, dove coordina il corso di scrittura creativa. È stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica, per l'impegno profuso nel migliorare le condizioni di vita e le possibilità di reinserimento dei detenuti.

Informazioni

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

www.ideerranti.it  ·  www.mantovapoesia.it